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Il libro è finito: si comincia la fase successiva

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  Il libro è finito. Dopo quasi un anno ho finalmente ultimato il romanzo a cui ho lavorato dall'estate scorsa. Mamma mia, che bella sensazione. Una consolazione in tempi duri e difficili. Sono alla prima rilettura, ma la mia beta reader è stata già allertata e presto il testo sarà nelle sue mani. Un romanzo sentimentale, in altri termini un romance, come si dice oggi, rigorosamente leggero, scorrevole da leggere, ambientato in uno dei miei posti del cuore, l'Irlanda. Visto che non la posso visitare, ci ambiento i miei libri. Mi sono documentata su luoghi e paesaggi, ho atttinto ai miei ricordi risalenti a quando la vita ancora mi consentiva di avere sogni e desideri che poi potevo realizzare senza sentirmi come se si trattasse di vincita alla lotteria che non avrei mai potuto replicare. Quando la vita era più leggera, anche se difficile lo stesso, quando il futuro sembrava il luogo in cui avrei potuto emanciparmi da vincoli e legacci che bloccavano la mia creatività e la mia ...

Sui Quadri, sui Libri e sulle loro Copertine

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  Sproloquio del martedì. Oggi scrivo a braccio. Sono una produttrice di oggetti strani ed arcani. Cose vetuste, ancorate ad una età morta e sepolta, talmente lontana da essere ormai menzionata solamente nei libri, forse mai esistita realmente. All'esistenza della maggior parte delle cose crediamo per fede, non per averla sperimentata realmente. Leonardo da Vinci, Michelangelo, Savonarola, Giordano Bruno, le torte a merenda, la via lattea e il cielo nero di notte: un tempo tutto ciò deve essere esistito, ma non oggi. Così come il collezionista di quadri, o semplicemente l'estimatore. Un tipo di persona interessata all'arte, al bello, al confronto con pensieri altri e diversi. All'acquisto di un oggetto che non sia un telefonino o una console per videogiochi. No: oggi meglio una stampa di Ikea (nemmeno economica, dovrei dire: alcune costano quanto uno dei miei quadri). Non che la stampa di Ikea sia peggio, per carità. Senza dubbio più adatta all'uomo e ala donna mode...

La Figlia della Foresta, di Juliet Marillier - Recensione

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  In realtà i retelling non sono la mia passione, ma questo ho voluto provare a leggerlo ugualmente. Probabilmente perché la leggenda da cui prende le mosse, quella dei Figli di Lir,  raccoglie in sè più elementi che mi affascinano: l'ambientazione nelle verdi, selvatiche foreste irlandesi, la protagonista femminile, indomita e paziente, la sua capacità di sopportare con abnegazione sofferenze e sacrifici pur di salvare coloro che ama, l'intreccio della vita quotidiana con l'elemento magico e sovrannaturale, non raccontato come un orpello artificiosamente aggiunto alla trama per farne un fantasy, ma come un aspetto naturale della vita del popolo irlandese.  Non sempre ho apprezzato il ritmo della narrazione, che si mantiene perlopiù inalterato anche nei momenti in cui l'avvicinarsi di una svolta nella trama avrebbe, secondo me, consigliato l'adozione di un periodare più serrato ed incisivo e meno descrittivo. Mi spiego meglio: se una valanga sta per franare sulla pr...